Storie di aironi

Zampe lunghe e sottili, colli sinuosi e longilinei, becchi che ricordano acuminati pugnali si stagliano contro la luce calda della sera. La notte sta per stendere il suo nero mantello sulla garzaia e sui suoi abitanti alati, gli aironi. Mi preparo a tornare a casa, con le schede della fotocamera piene e tante emozioni provate che rimarranno a lungo nella memoria. Ripenso ai due anni di osservazioni e fotografie nelle garzaie di Celpenchio (Italia) e Pont de Gau (Francia) che mi hanno permesso di studiare da vicino la vita degli aironi in uno dei momenti più interessanti, quello della riproduzione. E’ giunto ora il momento di recuperare gli appunti presi, di ripescare gli scatti più belli e di far riaffiorare i ricordi. Mese per mese, proverò a ripercorrere quei momenti intensi di vita che si rinnova a cui ho avuto il privilegio di assistere…

garzaia aironi

Marzo. Comincia a fare caldo, compaiono già le noiose punture di zanzara sulle mie gambe e sulle mie braccia. Ma la mia attenzione è rivolta altrove. I primi aironi cenerini, infatti, cominciano proprio davanti ai miei occhi la costruzione dei nidi che accoglieranno, dopo circa 25 giorni di cova, i pulli ancora inetti al volo. Attorno alla garzaia l’ambiente è ideale per la sopravvivenza di queste creature: risaie a perdita d’occhio, canali di scolo e pozze naturali permettono agli aironi un continuo rifornimento di cibo. Rane e pesci sono le prede più usuali di questi grandi trampolieri, ma negli anni ho potuto anche osservare predazioni di arvicole e piccoli di gallinella d’acqua e folaga.

airone cenerino preda

I cenerini adulti sono molto indaffarati: volano senza sosta, sfiorando le cime degli alberi, raccogliendo rami e sterpaglie per i loro nidi.

Aprile. Sono arrivati, a far compagnia ai cenerini, nitticore, sgarze ciuffetto, aironi guardabuoi, aironi bianchi maggiori e persino qualche raro airone rosso. In pochi giorni le punte degli alberi vengono animate da fruscii d’ali, rumori di rami spezzati, versi chiassosi…Spesso vere e proprie liti si accendono tra questi leggiadri uccelli per il possesso di un ramo, di una biforcazione dove poter nidificare: tutti sono alla ricerca del luogo più sicuro e riparato per assicurare il miglior ricovero ai propri piccoli. Le varie specie di aironi sembrano convivere pacificamente tra loro: questo è dovuto soprattutto alla loro attitudine a nidificare ad altezze diverse sugli alberi. I cenerini e i rossi amano le cime delle piante più alte, garzette e sgarze posizionano i loro nidi su grossi arbusti o alberi di media altezza, come gli ontani, mentre le nitticore non disdegnano anche gli arbusti più bassi.

Sui rami della garzaia sono in corso le cerimonie di corteggiamento. Un maschio di airone bianco maggiore effettua il cosiddetto “inter display”, che consiste nel rigonfiamento delle penne e nel sollevamento delle egrette: comportamento atto a attirare l’attenzione delle femmine e a avvisare gli altri maschi che quel territorio è già occupato. Anche le nitticore sono molto indaffarate. Ogni maschio cerca una compagna ed esegue le posture del “bowing display”, finalizzato alla formazione della coppia, durante il quale il maschio presenta alla femmina un rametto del futuro nido e lo muove più volte verso l’alto e verso il basso. Gli aironi rossi sono intenti alle cerimonie di saluto, che mirano a rafforzare il legame di coppia. All’arrivo del partner, l’esemplare presente nel nido si alza allungando il collo e il becco verticalmente, emettendo un rauco verso.

Maggio. Camminando silenziosi lungo i sentieri che portano fin nel cuore della garzaia, si possono sentire i primi pigolii. A terra, sotto i nidi, è facile scorgere gusci di uova. Sono nati i primi pulcini. Purtroppo la natura ha già ucciso alcuni di loro, catapultati, probabilmente a causa del vento, fuori dal rifugio di rami e foglie costruito dai genitori. Altri invece, sopravvissuti alle prime avversità, reclamano a gran voce cibo. Continuamente. Ad un tratto un airone cenerino si posa a pochi metri d’altezza, sul bordo del suo nido. Due testoline ricoperte da una grigia peluria rada si sporgono dall’interno della coppa di rami.

airone cenerino con piccoli

Il più intraprendente dei piccoli incrocia più volte il becco con quello del genitore e alla fine inserisce il suo dentro il gozzo dell’adulto. L’airone rigurgita per i pulli parte del proprio pasto e nel nido tutti avranno la loro parte.

Poco lontano una nitticora si pulisce e si riassetta il piumaggio, prima di rimettersi in cova. E’ inquieta: si alza e si risiede più volte. Il grande momento è giunto. Come per magia una crepa diventa sempre più marcata ed evidente sulla superficie dell’uovo che l’airone stava riscaldando. In pochi minuti il miracolo della natura si ripete e un becco esile compare nell’inquadratura del mio cannocchiale. Con un movimento circolare la creatura appena nata rompe la capsula calcarea che l’ha protetta per tanto tempo in due parti nettamente distinte. I pulli della nitticora sono semi-inetti, con gran parte del corpo coperta di piumino marrone rossastro. Rimarranno nel nido per altre 3 settimane. A 6 settimane dalla schiusa voleranno leggeri, pronti a seguire le rotte migratorie dei loro simili.

pulli di nitticora

Giugno. La garzaia è in gran fermento. Quasi tutti i pulcini sono nati e alcuni fanno già le loro prime prove di volo. Saltano di ramo in ramo sbattendo le ali ancora non perfettamente sviluppate. Alcuni planano goffi tra i cespugli seguendo gli adulti. E’ mattino presto e la luce dorata del sole appena sorto illumina il volo di un airone rosso.

airone rosso

Osservo meravigliato i riflessi della luce sotto le ampie ali dell’airone, che si posa sul suo nido. I piccoli, ormai molto simili per dimensione e colore all’adulto, si contendono avidamente la preda.

Improvvisamente una strana agitazione tra le fronde: gli aironi si alzano in volo allarmati. Un falco di palude è in caccia e scruta la garzaia dall’alto in cerca di pulli indifesi e scoperti nel nido. Alcuni adulti gli si avvicinano minacciosi e il rapace si allontana veloce, sparendo oltre i folti canneti che circondano la garzaia. Un airone guardabuoi vola tra le cime degli alberi. Il suo becco non è più tendente al rosso e le piume arancioni che lo avevano caratterizzato durante la nidificazione hanno lasciato spazio ad un piumaggio bianco candido, segno che la stagione degli amori volge al termine.

airone guardabuoi

Luglio. Penne e piume sparse un po’ ovunque indicano che i giovani aironi cominciano a cambiare per la prima volta il piumaggio. Raggiunte le dimensioni degli adulti alcuni più intraprendenti esplorano il territorio adiacente alla garzaia, altri invece sono restii ad abbandonare il comodo nido che li ha protetti fin dalla nascita.

nitticora su nido

Agosto. Quando arriviamo in garzaia c’è silenzio. Solo i versi dei pochi aironi in ritardo con la nidificazione infrangono la quiete del posto. Di fronte al capanno i nidi sono vuoti e del gran via vai che c’era pochi giorni prima non c’è più traccia. Una garzetta scruta il panorama dall’alto di un ontano. Si prepara per partire, il suo compito qui è terminato. L’uccello si abbassa piegando le zampe, raccoglie le ali e allunga il collo. Poi, in un attimo, lo stacco. Il bianco delle splendide ali ci abbaglia e le zampe lasciano andare il posatoio di legno a cui erano saldamente avvinghiate.

In volo non sparisce subito all’orizzonte, sembra che per un istante ci osservi. Forse stava scrutando attentamente la garzaia dall’alto, per trovare punti di riferimento con la promessa di tornare, l’anno seguente, nel luogo dove è nata, per donare la vita ad un’altra generazione di aironi.

garzetta in volo